Per i ragazzi che abbiamo incontrato lunedì mattino durante il workshop sull’orientamento che si è svolto all’ISTVAS questo è un anno importante. Non soltanto perché la maggior parte di loro affronterà quello che è considerato il primo vero esame nella vita di una persona (almeno da un punto di vista formale), ma soprattutto perché nel 2012 arriverà il momento di fare una scelta importante. Cosa fare dopo il diploma?
Lo diciamo subito: per gli ex-alunni dell’istituto (e per chi come loro è nella analoga situazione) non sarà facile. Ma è anche vero che le scelte meno facili sono quelle più utili da fare per il futuro. La difficoltà innanzitutto sta nel fatto che, come sappiamo, sono anni in cui, a causa della crisi e non solo, non è facile fare previsioni sul futuro e sugli sviluppi del mercato del lavoro (e, ci permettiamo di dire, chi lo fa azzarda sempre un pochino). Poi, più che in passato, la varietà di opzioni, come spesso accade, può risultare un ostacolo piuttosto che un vantaggio: ci sono un’offerta universitaria molto frammentata, corsi e scuole di pari grado, le scuole professionali private, la formazione professionale finanziata dalle regioni, i master, l’apprendistato professionalizzante, i tirocini e ancora molto altro. Per non parlare poi della varietà (e dell’accessibilità) delle offerte di lavoro. Da dove iniziare?
Il consiglio che diamo spesso è quello di partire, un po’ egoisticamente, da noi stessi: che cosa più ci appassiona delle cose che facciamo (non solo a scuola)? Che cosa faremmo anche senza un obbligo o la paura dell’interrogazione o del compito in classe? E poi: che cosa e quanto ci sentiamo realizzati nel fare queste attività? L’importanza di scoprirlo sta nel fatto che poi su questo dovremmo sbilanciare la nostra scelta sul tipo di progetto futuro da costruire. Scegliere l’università (o un campo professionale in genere) solo su dati che ci dicono che poi troveremo più facilmente lavoro (o che quel lavoro sarà più redditizio) potrebbe essere fuorviante. Facciamo un esempio. Alcuni dati ci dicono che gli statistici trovano facilmente occupazione. Chi di noi è così appassionato di numeri e matematica da poter dedicare gran parte dei prossimi 5 anni della propria vita a questo? Il posto di lavoro è in fondo a questo cammino: entusiasmante per chi adora questa scienza, infernale per chi non la sopporta. Altro esempio. Con una laurea in filosofia è difficile trovare lavoro. Un monito che mette paura a chi coltiva in cuor suo una passione per Socrate e compagni; la paura però, come si sa, induce a fare le scelte peggiori e non mancano infatti importanti esempi di successo che sono partiti proprio da questo percorso (Marchionne, il più famoso).
La ricetta per fare la giusta scelta è questa: coraggio, passione ed impegno. Trovate questi nelle cose che fate, per tutto il resto il mondo è pieno di opportunità.

Perlomeno adesso 